Come aprire Partita Iva per AdSense o Youtube

Se hai un canale Youtube oppure un Blog, e quindi percepisci dei guadagni online provenienti da Google AdSense o dall’Affiliate Marketing, come Amazon, oppure sono le aziende che ti pagano per sponsorizzare i loro prodotti e vuoi metterti in regola con il fisco italiano, dovrai necessariamente aprire la Partita Iva per il Web!

Stai certo di una cosa: i tuoi guadagni online vanno tassati per legge! Ma come aprire la Partita Iva se si lavora sul web? Come pagare le tasse per questa nuova attività che sta prendendo sempre più piede ma è ancora sconosciuta, per quanto riguarda gli aspetti fiscali, sia ai Blogger che agli stessi commercialisti??? Se vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo e guarda i video dell’Avvocato Carlo Alberto Micheli che ti ho allegato di seguito.

Come aprire Partita Iva per AdSense o Youtube

Come pagare tasse per AdSense o Youtube

La problematica che andremo ad analizzare, riguarda i dubbi di molti Youtuber, Blogger, Designer ed Influencer che non sanno come fare per pagare le tasse per la propria attività sul web. A spiegarci meglio tutto ciò, sarà l’Avvocato Carlo Alberto Micheli, consulente fiscale per le aziende e molti noti influencer e blogger italiani.

Nel video Carlo Alberto ci mostrerà quali sono i passi fondamentali per una corretta apertura della partita iva per l’esercizio delle attività online. L’obiettivo è quello di semplificarvi le scelte quando si è all’inizio e non si vuole partire con una situazione di svantaggio fiscale.

Escluse da questo discorso sono le situazioni di “Prestazione occasionale“, ovvero quel famigerato limite dei 5 mila euro di cui tanto si sente parlare. Questo perché va escluso?  Perché l’attività di Blogger o Youtuber è H24, sette giorni su sette, e non c’è il requisito dell’occasionalità! Escluse sono anche le ritenute d’acconto.

Rimangono quindi solo due modalità:

1) Aprire la Partita Iva come Libero professionista.

2) Aprire la Partita Iva come Esercizio d’attività d’impresa.

Cosa si intende per “Libero professionista”?

Il libero professionista è un freelance che mette a disposizione le proprie competenze al servizio delle aziende(o delle persone), non effettua nessun tipo di “vendita” di prodotti e non effettua nessun tipo di intermediazione nei servizi.

Cosa si intende per “Impresa commerciale”?

L’Apertura come Impresa commerciale consente invece di vendere i prodotti, di intermediare nei servizi, di creare campagne pubblicitarie e di creare e vendere siti web.

Come faccio a scegliere la Partita Iva giusta?

Chi lavora online ha la possibilità di scegliere se aprire partita iva come libero professionista o come impresa commerciale. Moltissime attività come l’avvocato, il geometra ecc, sono automaticamente inquadrate, diversa è l’attività online, dove va scelta la giusta categoria perché questa avrà poi ripercussioni su quelli che saranno i contributi inps e le tasse.

Il libero professionista pagherà i contributi Inps in percentuale(il 25,72% del tuo utile), mentre, nel caso di esercizio di attività commerciale, i contributi Inps prevederanno 4 rate da circa 900 euro ogni tre mesi, più contributi variabili al superamento di un determinato importo. La differenza è notevole, soprattutto se apri la partita iva come attività commerciale e non fatturi niente… dovrai comunque pagare i tuoi 3700 euro di contributi inps annui.

Come faccio a scegliere tra le due categorie? I criteri sono 2:

  1. Un criteri oggettivo, ovvero cosa faccio e quanto guadagno.
  2. Un criterio soggettivo, ovvero sta a te scegliere come partire in base ai ricavi.

Tu, blogger, potrai scegliere quindi di partire come libero professionista, percependo i tuoi guadagni con l’affiliate marketing ed Adsense, ospitando questi servizi sui tuoi contenuti(questo è molto importante), su articoli che scrivi te sul tuo blog! In questo caso non hai sviluppato qualcosa PER, ma percepisci guadagni sui TUOI contenuti.

In caso di attività commerciale invece, potrai inserire pubblicità fatta apposta da te per determinate aziende, potrai vendere prodotti creati da te con un tuo brand, vendere videocorsi, quindi servizi. Questo richiede l’iscrizione alla camera di commercio! Ma lascio la parola all’Avvocato Carlo Alberto Micheli che ne sa ovviamente più di me:

Le ripercussioni in ambito fiscali non saranno molto differenti, mentre si vedrà una gran differenza in ambito di contributi Inps: si passerà da 25,72% sui ricavi, a contributi fissi pari ad un minimo di 3700 euro l’anno. Nel bene o nel male, la situazione per fortuna si può cambiare in corso d’opera.

Per quanto riguarda invece le situazioni di Regime Forfettario, ovvero quelle agevolazioni per startup ecc, che ti permettono di avere una riduzione del carico fiscale, ecco un altro video dove l’Avvocato spiega tutto ciò che c’è da sapere:

Bene, ti abbiamo fatto vedere come aprire la Partita Iva se sei un Blogger o uno Youtuber e usi AdSense. Per questo articolo non ho ricevuto nessun compenso, ho solamente trovato il video dell’Avvocato Micheli online ed ho voluto analizzare una situazione che ha messo in difficoltà anche il sottoscritto! Speriamo di esservi stati di aiuto, ciao e alla prossima! Per ulteriori info sugli aspetti fiscali per le attività sul web e altro ancora, vi consiglio di seguire il canale Youtube dell’Avvocato Carlo Alberto Micheli. Leggi anche: come-vedere-quanto-ho-guadagno-con-youtube.